Plus 30 Journal · Quotidiano / 01
Una sedia, una conversazione.
Gli oggetti semplici ci avvicinano. Un invito a restare ancora un po’.

Una sedia viene spostata un po’ più indietro dal tavolo. Una seduta si gira verso il gruppo. Prima che inizi la conversazione, gli oggetti hanno già fatto la prima mossa. Definiscono le distanze, aprono un piccolo spazio per qualcun altro, ci danno un motivo per fermarci.
Ci piace osservare la sedia come una piccola architettura. Le gambe sostengono il peso. Lo schienale dà una direzione. La seduta è il punto in cui la struttura incontra il corpo. Basta un piccolo cambiamento nell’inclinazione o nella curva per sentirsi diversamente.
Nella nostra lettura della quotidianità greca, la sedia è anche un invito. Vieni, siediti. C’è tempo per un’altra storia. A volte basta girare due sedute l’una verso l’altra perché nasca un incontro.
Kafeneio parte da questa semplice osservazione. Una forma familiare lascia il suo ambiente abituale e diventa un disegno. La conversazione continua, in un altro modo.
