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Plus 30 Journal · Cultura / 02

Dietro lo schermo.

Il contorno, la luce e lo spazio che lasciamo all’immaginazione.

Figura del teatro d’ombre dall’archivio visivo Plus 30
© Plus 30. Archivio visivo Plus 30

Basta una figura piatta per immaginare una persona intera. Il contorno diventa postura. Un’articolazione diventa movimento. La luce dietro lo schermo dà profondità a qualcosa che, tenuto in mano, ha uno spessore minimo.

Nel teatro d’ombre, il vuoto intorno alla figura partecipa all’immagine. Lascia spazio alla voce, al gesto e all’attesa di ciò che verrà. La forma non deve spiegare tutto.

Osservando la figura nel nostro archivio visivo, notiamo le interruzioni: dove si apre un’articolazione, dove una linea cambia improvvisamente direzione. Sono dettagli che fanno sembrare vivo un oggetto, anche quando resta immobile.

Il legame con l’esperienza greca può cominciare da un dettaglio come questo. Da una forma che ricordiamo, un gesto che riconosciamo, un’immagine che ci fa soffermare un po’ più a lungo.